SEGNALIBRO

The bookmark…o come dite voi in Italia?

The bookmark, o come dite voi in Italia…il segnalibro non è un oggetto di secondo piano, non è nemmeno un oggetto, il segnalibro è una filosofia, un desiderio, un’armonia, è il tempo che passa, il tirare fiato, la voce che ti riporta alla realtà; il segnalibro è il compagno, la guida, il ritmo delle pagine che si leggono, è la pagina in più, è la pagina che non ti delude perché l’hai scelta tu.

Le orecchiette. Quando pensate alle orecchiette vi vengono subito in mente succulenti sughetti o le cim’de’reeepa (cime di rapa) e magari pure con i pomodorini a condirle per benino. Ma invece le orecchiette sono anche tutte quelle che si fanno sugli angoli delle pagine dei libri con cui vi dilettate e con cui li distruggete. No no no, nel nuovo secolo che prende sempre più corpo non si possono fare queste sevizie ai libri. E’ come se qualcuno che incontrate prendesse un pennarello indelebile e segnasse sul vostro braccio la data in cui vi siete visti. Ma che indecenza è?

The bookmark, che invenzione… semplice, fondamentale, educata, modesta e disponibile in varie forme, anche e possibilmente quella elegante.

Come si può, e ripeto, come si può leggere un libro senza un bookmark adatto? Il bookmark…scusate, come dite voi in Italia, segnalibro…è la cadenza delle pagine che si leggono, è il segno che ci ricorda a che punto della storia siamo arrivati, a che punto della vita siamo, quanta strada si è fatta e quanta ancora dobbiamo farne prima di arrivare al dunque, al redde rationem della storia che stiamo leggendo. Forse potrebbe esser bello se avessimo anche nella vita un segnalibro gigante che ci indicasse ogni mattina dove siamo, quanta storia abbiamo vissuto, e ai più fortunati, quanta storia hanno scritto e quanta ancora ne devono scrivere.

Nella vita non abbiamo niente che ci possa indicare a che punto del percorso siamo giunti; magari se l’avessimo ci mostreremmo più benevoli verso il passato e più positivi e propositivi verso il futuro; ci rileggeremmo qualche zona dei giorni venuti con altro spirito, così da voler essere migliori, più veloci o forse più tranquilli, più spendaccioni o forse più parchi, più esigenti o forse più indulgenti.

Pensate agli avari se potessero usufruire di un bookmark! Si ritroverebbero alle ultime tre paginette dei loro giorni con tante monete da potersele portare solo nel fosso ove saranno più o meno bruscamente adagiati; conterebbero ansiosamente per decine di volte quelle tre paginette, eppure sempre tre paginette rimarrebbero, le ultime tre paginette delle loro ore, e magari a qualcuno di loro verrebbe il desiderio di mutare l’inesorabile e miserabile finale in tre pagine di grande storia all’insegna della magnanimità e della grandezza per poter contribuire positivamente alla continuazione della creazione di questo nostro mondo.

Il segnalibro è fondamentale per ogni lettura. Un segnalibro bello, con una bella immagine, rende ancor più gradevole il momento della lettura… il lettore si ferma, poggia il libro aperto sullo stomaco, distende un po’ il capo all’indietro sulla spalliera della poltrona o sul cuscino del letto, prende in mano il suo bel segnalibro e lo ammira, lo guarda, lo sogna, poi sorride impercettibilmente ed una volta che il cervello ha preso il giusto ossigeno ed il cuore la leggera carezza, riprende la sua lettura.

Ecco a cosa serve il segnalibro… ecco perché chi scrive ha creato per il suo solo diletto più di cinquecento bookmarks, di ogni genere e tipo, paesaggi, quadri, disegni, immagini del proprio passato, locandine di film, personaggi storici, belle donne, trik trak e bombe a mano. Il segnalibro accompagna quel periodo della lettura con discrezione e a seconda l’argomento del libro si dovrebbe avere il segnalibro adatto, ma sicuramente l’immagine che quando si respira e si alzano gli occhi dalle parole si possa continuare a sognare.
Ecco perché l’utilizzo dei segnalibro è una filosofia.

Gabriele Guarino